lunedì 3 gennaio 2011

Parcheggio e disturbi di personalità

Una simpatica illustrazione di un immaginario parcheggio in cui la disposizione di ogni auto riconduce al disturbo di personalità del suo autista.

1. Paranoide: Ancora chiuso in un angolo!
2. Narcisista: Auto più grande ed ornata
3. Dipendente: Ha bisogno di più auto vicino
4. Passivo-aggressivo: In angolo per occupare due spazi
5. Borderline: Precisa a chiudere l’auto della ex girl-friend
6. Antisociale: Ostruisce le altre
7. Istrionico: Parcheggia nel mezzo: teatralmente
8. Ossessivo: Allineata perfettamente
9. Evitante: A lato ma nello spazio consentito
10. Schizoide: Non tollera vicinanze
11. Schizotipico: Parcheggio spaziale

© Parcheggio per disturbi della personalità, da Robinson D.J., Disordered Personalities, Rapid Psychler Press, London, Ontario, Canada, 1996.

giovedì 9 dicembre 2010

Aforismi psicologici

Sul sito Aforismario è possibile trovare un'ampia collezione di aforismi e citazioni sulla psicologia, la psicoanalisi, la psichiatria e la psicoterapia.

Attraverso il motore di ricerca interno al sito Aforismario, è possibile trovare anche citazioni riguardanti il carattere, la personalità, la nevrosi, ecc.

Inizia dalla pagina dedicata alla psicologia

venerdì 22 ottobre 2010

Codice deontologico psicoterapeuti


Qui di seguito un estratto dal Codice Deontologico degli Psicologi Italiani riguardante le norme che psicologi e psicoterapeuti devono seguire rispetto ai loro utenti. Sul sito dell'Ordine nazionale degli Psicologi è possibile visionare il testo integrale del Codice deontologico.

Capo II - Rapporti con l’utenza e con la committenza

Articolo 22
Lo psicologo adotta condotte non lesive per le persone di cui si occupa professionalmente, e non utilizza il proprio ruolo ed i propri strumenti professionali per assicurare a sé o ad altri indebiti vantaggi. 

Articolo 23
Lo psicologo pattuisce nella fase iniziale del rapporto quanto attiene al compenso professionale in ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione.
In ambito clinico tale compenso non può essere condizionato all’esito o ai risultati dell’intervento professionale; in tutti gli ambiti lo psicologo è tenuto a non superare le tariffe ordinistiche massime, prefissate in via generale a tutela degli utenti. 

Articolo 24
Lo psicologo, nella fase iniziale del rapporto professionale, fornisce all’individuo, al gruppo, all’istituzione o alla comunità, siano essi utenti o committenti, informazioni adeguate e comprensibili circa le sue prestazioni, le finalità e le modalità delle stesse, nonché circa il grado e i limiti giuridici della riservatezza. Pertanto, opera in modo che chi ne ha diritto possa esprimere un consenso informato. Se la prestazione professionale ha carattere di continuità nel tempo, dovrà esserne indicata, ove possibile, la prevedibile durata. 

Articolo 25
Lo psicologo non usa impropriamente gli strumenti di diagnosi e di valutazione di cui dispone. Nel caso di interventi commissionati da terzi, informa i soggetti circa la natura del suo intervento professionale, e non utilizza, se non nei limiti del mandato ricevuto, le notizie apprese che possano recare ad essi pregiudizio.
Nella comunicazione dei risultati dei propri interventi diagnostici e valutativi, lo psicologo è tenuto a regolare tale comunicazione anche in relazione alla tutela psicologica dei soggetti. 

Articolo 26
Lo psicologo si astiene dall’intraprendere o dal proseguire qualsiasi attività professionale ove propri problemi o conflitti personali, interferendo con l’efficacia delle sue prestazioni, le rendano inadeguate o dannose alle persone cui sono rivolte.
Lo psicologo evita, inoltre, di assumere ruoli professionali e di compiere interventi nei confronti dell’utenza, anche su richiesta dell’Autorità Giudiziaria, qualora la natura di precedenti rapporti possa comprometterne la credibilità e l’efficacia. 

Articolo 27
Lo psicologo valuta ed eventualmente propone l’interruzione del rapporto terapeutico quando constata che il paziente non trae alcun beneficio dalla cura e non è ragionevolmente prevedibile che ne trarrà dal proseguimento della cura stessa. Se richiesto, fornisce al paziente le informazioni necessarie a ricercare altri e più adatti interventi. 

Articolo 28
Lo psicologo evita commistioni tra il ruolo professionale e vita privata che possano interferire con l’attività professionale o comunque arrecare nocumento all’immagine sociale della professione.
Costituisce grave violazione deontologica effettuare interventi diagnostici, di sostegno psicologico o di psicoterapia rivolti a persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene relazioni significative di natura personale, in particolare di natura affettivo-sentimentale e/o sessuale. Parimenti costituisce grave violazione deontologica instaurare le suddette relazioni nel corso del rapporto professionale.
Allo psicologo è vietata qualsiasi attività che, in ragione del rapporto professionale, possa produrre per lui indebiti vantaggi diretti o indiretti di carattere patrimoniale o non patrimoniale, ad esclusione del compenso pattuito.
Lo psicologo non sfrutta la posizione professionale che assume nei confronti di colleghi in supervisione e di tirocinanti, per fini estranei al rapporto professionale. 

Articolo 29
Lo psicologo può subordinare il proprio intervento alla condizione che il paziente si serva di determinati presidi, istituti o luoghi di cura soltanto per fondati motivi di natura scientifico-professionale. 

Articolo 30
Nell’esercizio della sua professione allo psicologo è vietata qualsiasi forma di compenso che non costituisca il corrispettivo di prestazioni professionali. 

Articolo 31
Le prestazioni professionali a persone minorenni o interdette sono, generalmente, subordinate al consenso di chi esercita sulle medesime la potestà genitoriale o la tutela.
Lo psicologo che, in assenza del consenso di cui al precedente comma, giudichi necessario l’intervento professionale nonché l’assoluta riservatezza dello stesso, è tenuto ad informare l’Autorità Tutoria dell’instaurarsi della relazione professionale.
Sono fatti salvi i casi in cui tali prestazioni avvengano su ordine dell’autorità legalmente competente o in strutture legislativamente preposte. 

Articolo 32
Quando lo psicologo acconsente a fornire una prestazione professionale su richiesta di un committente diverso dal destinatario della prestazione stessa, tenuto a chiarire con le parti in causa la natura e le finalità dell’intervento.


Decalogo dello psicologo

Le 10 regole d'oro consigliate dall'Ordine Nazionale degli Psicologi per un rapporto chiaro e sereno tra professionista e cliente/paziente. 

I
Lo psicologo non prescrive farmaci e fa psicoterapia solo se è specializzato. 

II
Telefonate all'Ordine Regionale o Provinciale degli psicologi se avete dubbi sulla specializzazione dello psicologo.

III
Chiedetegli quale tipo di psicoterapia intende applicare con voi.  

IV
 È vostro diritto conoscere la durata approssimativa della terapia, costo delle sedute, regole del rapporto terapeutico.  

V
È vostro diritto interrompere la terapia se non dà risultati. 

VI
Lo psicologo è obbligato al più assoluto segreto professionale.  

VII
Con lo psicoterapeuta non si fa amicizia, non si fa psicoterapia con gli amici.  

VIII
 Lo psicologo non propone al suo paziente affari economici.

IX
Lo psicologo non accetta compensi al di fuori di quelli pattuiti.

X
Chi richiede al servizio pubblico lo psicologo può rifiutare colloqui preliminari con psichiatri o assistenti sociali. 

Consenso informato per minorenni


Nel caso la psicoterapia sia rivolta a persone minorenni, è necessaria la compilazione di un consenso informato apposito firmato da entrambi i genitori. Secondo l'art. 31 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, infatti, "Le prestazioni professionali a persone minorenni o interdette sono, generalmente, subordinate al consenso di chi esercita sulle medesime la potestà genitoriale o la tutela. Lo psicologo che, in assenza del consenso di cui al precedente comma, giudichi necessario l’intervento professionale nonché l’assoluta riservatezza dello stesso, è tenuto ad informare l’Autorità Tutoria dell’instaurarsi della relazione professionale. Sono fatti salvi i casi in cui tali prestazioni avvengano su ordine dell’autorità legalmente competente o in strutture legislativamente preposte".

Di seguito, un modello indicativo di consenso informato indicato nel caso in cui sia necessaria svolgere una psicoterapia con un minore:

Io  sottoscritto________________________   nato a_________________
il___________  residente a _______________  in Via_________________
identificato mediante documento ________________ n° ______________
rilasciato da ________________________________ il _______________
padre del minore _____________________________________________
e io  sottoscritta________________________ nata a_________________
il___________  residente a _______________  in Via_________________
identificata mediante documento ________________ n° ______________
rilasciato da ________________________________il _______________
madre del minore ____________________________________________
In virtù della potestà genitoriale, diamo il consenso a che nostro/a figlio/a usufruisca dell'intervento psicoterapeutico del dr. Giovanni Soriano
Firma______________________


Consenso informato in psicoterapia


Per offrire al cliente la possibilità di scegliere in maniera adeguata se intraprendere o meno  una psicoterapia, lo psicoterapeuta è tenuto ad informarlo preventivamente circa le modalità e le finalità della stessa. Qui di seguito, un modello indicativo di consenso informato elaborato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e adattato dal dr. Giovanni Soriano: 

Io  sottoscritto________________________   nato a__________________

il___________  residente a _______________  in Via__________________

dichiaro di essere stato informato dal dr. Giovanni Soriano:
che la prestazione che mi verrà offerta è una psicoterapia finalizzata al conseguimento di un migliore equilibrio psichico personale;
che a tal fine potranno essere usati strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico;
che lo strumento principale di intervento sarà il colloquio clinico della durata di 50 minuti ciascuno, con frequenza settimanale;
che il compenso, predefinito sulla base del tariffario dell’Ordine degli Psicologi, tenendo conto della tipologia di prestazione effettuata, mi sarà precedentemente comunicato;
che la durata globale dell’intervento non è definibile a priori: si concorderanno obiettivi e tempi di volta in volta. In qualsiasi momento potrò interrompere la terapia. Al fine di permettere i migliori risultati della stessa comunicherò al terapeuta la volontà di interruzione rendendomi disponibile ad effettuare un ultimo incontro finalizzato alla sintesi del lavoro svolto fino ad allora;
che la psicoterapia è di orientamento umanistico-esistenziale;
che il trattamento dei dati da me forniti sono trattati ai sensi della legge n. 675/96 "Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali” ivi compresi i dati sensibili;
che il trattamento dei dati avviene con procedure idonee a tutelare la mia riservatezza e consiste nella loro raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, cancellazione, distruzione degli stessi;
che il trattamento dei dati ha come scopo l’espletamento delle finalità terapeutiche e/o fiscali o comunque strettamente legate alle finalità della relazione terapeutica;
che il trattamento dei dati per le finalità sopraindicate avrà luogo anche con modalità automatizzate ed informatizzate e manuali, sempre nel rispetto delle regole di riservatezza e di sicurezza previste dalla legge. I dati saranno conservati per i termini di legge e trattati da parte di dipendenti e/o professionisti da questa incaricati, i quali svolgeranno le suddette attività sotto la diretta supervisione e responsabilità del legale rappresentante;
che ai sensi dell’art. 7 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, ho il diritto di oppormi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento e posso, secondo le modalità e nei limiti previsti dalla vigente normativa, richiedere la conferma dell’esistenza di dati personali che mi riguardano, e conoscerne l’origine, riceverne comunicazione intelligibile, avere informazioni circa la logica, le modalità e le finalità del trattamento, richiederne l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione, richiedere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima, il blocco dei dati trattati in violazione di legge, ivi compresi quelli non più necessari al perseguimento degli scopi per i quali sono stati raccolti, nonché, più in generale, esercitare tutti i diritti che gli sono riconosciuti dalle vigenti disposizioni di legge.
Letto ed accettato quanto sopra, acconsento ad intraprendere una psicoterapia con il dr. Giovanni Soriano.

Firma______________________

Psicoterapia e fattori terapeutici


I fattori terapeutici

Le numerosissime ricerche che hanno indagato sperimentalmente i fattori terapeutici in psicoterapia hanno messo in luce l’importanza di vari fattori comuni a tutte le psicoterapie nel determinare l’esito del trattamento.

Se all’inizio, sull’onda delle ricerche di Frank [1973] l’attenzione dei ricercatori si era focalizzata soprattutto sulle aspettative di guarigione del paziente e sulle aspettative prognostiche favorevoli del terapeuta come mediatori del cambiamento, in seguito è apparsa sempre più chiara l’importanza di alcune variabili legate al rapporto terapeutico in quanto tale, che lo caratterizzano, soprattutto nel giudizio del paziente, come una relazione empatica, fondata sulla comprensione e sulla accettazione da parte del terapeuta ed intensamente emotiva.

Il tipo e l’intensità di questo coinvolgimento possono oggi esser compresi alla luce di varie teorie, tra cui in particolare la teoria dell’attaccamento di Bowlby e, tra le teorie psicoanalitiche più recenti, quelle relative ai transfert di oggetto-sé elaborate dalla psicologia del sé. Queste teorie consentono di ricollegare le emozioni sperimentate dal paziente nel processo terapeutico ai primi attaccamenti vissuti nei confronti delle figure genitoriali, risperimentati nel rapporto con il terapeuta, e ai bisogni rimasti insoddisfatti nella storia evolutiva, e di vedere la relazione terapeutica come una “esperienza emotiva correttiva” delle carenze vissute in passato nel rapporto con le figure genitoriali.

È probabile che sia proprio l’esperienza emotiva correttiva, che tutti i trattamenti psicoterapeutici, in maniera più o meno consapevole, forniscono, e in cui ha un ruolo essenziale l’atteggiamento empatico del terapeuta, il fattore comune più importante in psicoterapia.

Qualcosa del genere avevano suggerito Strupp e Hadley già nel 1979 quando avevano attribuito i cambiamenti sperimentati dai pazienti in psicoterapia all’«efficacia curativa di una relazione interpersonale benevola», che influenza le aspettative e la speranza del paziente.
Attualmente il ruolo dei fattori comuni appare così preponderante che alcuni Autori li hanno considerati necessari e sufficienti per determinare il cambiamento terapeutico, mentre altri, pur considerandoli come importanti componenti del cambiamento, non escludono il ruolo addizionale di variabili legate ai trattamenti specifici. Tutti però sono oggi d’accordo sul fatto che i fattori comuni spiegano una grossa parte del cambiamento terapeutico.

Prima di concludere, dobbiamo ricordare un’importante studio di Lambert, nel quale i vari fattori vengono suddivisi a seconda della loro importanza nel determinare il cambiamento terapeutico.

Ebbene, come si può vedere nel diagramma sottostante, i fattori tecnici specifici di ogni singolo approccio avrebbero un’influenza pari soltanto al 15%, tanto quanto l’effetto placebo; i fattori relazionali avrebbero un’influenza del 30%; mentre i fattori legati alla soggettività del paziente, quindi al tipo di disturbo, alla sua motivazione, alla sua personalità, alla sua intelligenza, alla sua integrazione sociale, ecc., influenzerebbero l’esito del trattamento per un buon 40%.


Pur considerando tali percentuali soltanto come indicative, tutto ciò fa riflettere. Ciò che conta per una psicoterapia efficace, non è tanto la conoscenza e l’uso appropriato di alcune tecniche, quanto la capacità del terapeuta di stabilire una buona relazione con il paziente in modo tale da favorire l’emergere di tutte le sue potenzialità. Certo è che se tanta parte dell’esito di una psicoterapia dipende dal paziente stesso, come terapeuti possiamo sentirci un po’ meno responsabili nei casi in cui la psicoterapia non risulti essere efficace, ma, nello stesso tempo, dovremmo mantenere una certa modestia nel caso opposto. 

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